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A differenza del precedente lavoro per il quale le registrazioni furono eseguite a distanza, questo 2° atto rivela l'ormai consolidata complicità nata tra
Isobel Campell & Mark Lanegan così artisticamente lontani quasi da completarsi a vicenda...
Prestando attenzione all'intreccio di voci presente in molti brani, si ha la sensazione d'aver a che fare con un disco live registrato in un saloon del vecchio west.
Si viene accolti all'ingresso dalla filastrocca "Seafaring Song" che, grazie ad un incipit in crescendo, sembra essere il continuo del precedente album Ballad Of The Broken Seas.
"The Raven" ci fa scoprire gli estremi toni di questo nuovo capitolo con una Campbell quasi angelica ed un Lanegan mai così bluesman.
Ci sono dolci e romantiche ballate come "Salvation" e "Who Built The Road" a destare stupore per la leggerezza dei suoni.
Mentre invece non c'è nulla di strano se nell'ascoltare "Come On Over" v'immaginiate la nostra coppia in abiti eleganti ad esibirsi solo per voi in un locale parigino anni 30.
"Back Burner" è una sorta di canto tribale crescente, "Shot gun blues" è un blues raggiungibile solo dalle corde vocali di Isobel Campbell che si fa accompagnare solo da un fruscio di vinile invecchiato.
Questo album va gustato con calma e se ne avete l'opportunità, circondatevi di bimbi ai quali raccontare i vostri aneddoti, servirà a creare la giusta cornice.
Nel complesso Sunday At Devil Dirt, uscito come il precedente per la V2 Records e prodotto dalla stessa Isobel Campbell, è un bel disco, sicuramente più riuscito del precedente Ballad Of The Broken Seas ma non ancora perfetto nell'armonia tra le 2 voci e la musica.
C'è da sperare che anche i protagonisti siano d'accordo così che ci possano regalare un'altra piccola pietra preziosa nei prossimi anni.