Tutto è verticale. La pioggia, gli alberi, i pali della luce, il collo delle oche ferme sotto la pioggia vicino agli alberi. Giacomo vedeva sempre le stesse cose fuori dalla finestra, quello che puoi vedere stando in un piccolo paesino di campagna. Sono fortunato, posso aprire la porta di casa e uscire direttamente sulla strada. Sfortunatamente non ho nessun posto in cui andare, così semplicemente seguo i miei piedi. Già; perché Giacomo non si accontentava solo di vedere le quattro case e i campi che si ritrovava di fronte, voleva viaggiare ma era ancora legato alla scuola, si limitava a fare delle lunghe camminate. Aveva diciotto anni e per il momento andava bene così. I giorni di festa erano i migliori per esplorare posti nuovi, si poteva stare fuori dalla mattina alla sera senza troppi problemi. Giacomo non era un solitario nelle sue camminate, spesso chiamava Laura, che forse per lui era più di un’amica. Il Lunedì dell’Angelo avevano tutta la giornata per loro, era una bella giornata e avevano una gran voglia di camminare e fare due chiacchiere.
-Già, ma dove andiamo?
-Boh, pensa ad una nuova destinazione, se pensi di aver bisogno di ispirazione apri la mappa e segna un punto, io seguirò qualsiasi direzione.
-Quante rime! Come sei poetico oggi; non mi piace fare così però. Proviamo ad andare a Montoggio allora.
-Ok, saremo di ritorno per le sei, immagino…- nonostante tutte le camminate che avevano fatto insieme, Giacomo non sapeva regolarsi benissimo sui tempi.
Iniziarono la camminata, una piacevole camminata in campagna.
-Non sono mai riuscita a capire la parabola dell’amministratore disonesto, e tu?
-Cosa? –non era certo questo l’argomento con il quale Giacomo voleva iniziare una giornata fuori casa; ci sarebbe stato tutto il tempo pomeriggio per parlare di Scritture o di altri argomenti più impegnativi.
-Ma sì dai. C’è questo tizio, un amministratore, uno che andava a riscuotere i debiti, a cui ad un certo punto il padrone dice che non va più bene nel suo lavoro, che verrà mandato via. Allora l’amministratore si inizia a preoccupare per il suo futuro; insomma è uno che nel suo lavoro si è fatto solo tanti nemici, non è piacevole andare a chiedere denaro, per essere convincente devi essere anche poco simpatico. Fatto sta che questo amministratore, che non è ancora stato mandato via ma è stato solo avvertito, inizia a chiamare la gente che gli doveva denaro e inizia a fargli sconti: se uno doveva al suo padrone cento denari gliene chiede ottanta e così via, nella speranza che una volta licenziato questi si ricordino di lui. Il padrone viene a scoprire il trucco e cosa fa?
-Cosa fa? Lo licenzia in tronco?
-No! È qui che inizio a non capire. Il padrone lo tiene. Il commento di Gesù è che è bene procurarsi amici con le disoneste ricchezze, per averli come amici anche quando non ci saranno di mezzo interessi, perché chi è fedele nel poco sarà fedele anche nel molto, o qualcosa del genere. Però l’amministratore non mi è sembrato fedele, non capisco.
-Boh, non me la ricordavo, detta così mi sembra strana, non è che ti sei dimenticata qualche passaggio?
-Ma no, ti dico che è proprio così, la leggo e rileggo spesso, ma ancora non riesco a capirla.
-Se ti senti un disastro vai a parlare con un sacerdote, proverà in vano a fare sparire il tuo dolore di essere una miscredente senza speranza.
-Vaffanculo, non capisci mai quando è il caso di scherzare e quando sono seria.
-Ma dai, adesso sei tu che non capisci; stavo scherzano. È che non conosco la parabola e non so cosa dirti.
-Se è così va bene, quando troviamo una chiesa vorrà dire che ci fermeremo. Giacomo, sei confuso? Hai fatto qualche strano sogno? Stai forse ancora dormendo?!
-No, no, ci sono; è che stavo pensando a dove potremmo andare di preciso.
-Ma dai, vedremo; a Sarissola o direttamente a Montoggio, non è un problema.
Camminarono a lungo, chiacchierando anche di cose più leggere, scherzando, parlando del futuro all’università, magari anche lontano da Genova. Il futuro, la voglia di fare qualcosa di importante della propria vita, la Fede con i suoi mille dubbi, girare con un po’ di soldi in tasca in una città che abbia un negozio di dischi ben fornito. La chiesa sulla collina è splendida. Camminare, camminare e parlare, parlare dei pochi treni che scendono a Genova, o di quanto sia difficile da raggiungere in una sola giornata Milano, ma in fondo anche Pavia non era dietro l’angolo.
I due entrarono nella vecchia chiesa subito, senza troppe esitazioni. Dentro c’era un gruppetto di ragazzi che probabilmente avrebbero dovuto provare i canti per la Messa, ma in pratica stavano suonando dell’altro. Erano molto bravi e Giacomo e Laura si fermarono per un po’ ad ascoltarli, i tre alla chitarra e quello che cantava dovevano essere molto concentrati perché pareva che non si fossero accorti di nulla. Dopo un paio di pezzi uno di loro si rese conto dei due spettatori e andò a parlargli.
-Ciao, cercavate qualcuno?
-Noi? Beh, se c’è il parroco vorremmo scambiare due parole con lui –Giacomo avrebbe voluto fargli anche i complimenti per come suonavano, ma il ragazzo stava già rispondendo alla sua richiesta.
-Come no; don Lorenzo è di là in sacrestia.
-Grazie; comunque siete molto bravi a suonare! È da cinque minuti che siamo qui –Laura era un po’ più svelta con i complimenti.
-Oh, grazie, ma siamo solo quattro ragazzi con i pantaloni di velluto, non siamo dei mostri di bravura ma ce la caviamo!
-Credo che siate un po’ troppo modesti; si passa di qui per entrare in sacrestia?
-Sì, andate pure.
La sacrestia era molto buia, c’era solo una piccola finestra da cui entrava la luce e don Lorenzo era seduto ad una scrivania con il capo chino su un’agenda. Non doveva essere troppo alto, era pelato e aveva la barba rasata da pochi giorni, Laura si ricordò di avergli già parlato poco prima di Natale.
-Scusi don; volevamo parlarle.
I tre discussero per una buona mezz’oretta; don Lorenzo si ricordava della discussione con Laura di qualche mese prima, aveva una memoria fotografica per tutto ciò che aveva sentito.
-Farsi delle domande sulle Scritture va bene, bisogna però sempre avere la forza di fidarsi anche di quello che non si capisce –don Lorenzo sorrideva mentre pronunciava queste non semplici parole.
-Non è facile, non so se riuscirò. È forse malvagio non seguire i consigli quando ti dicono che stai sbagliando?
-Malvagio mi sembra una parola un po’ pesante. Non è certo semplice, è quella in fondo la Fede, e la fede è tra le tre Virtù quella che ci deve servire fino al giorno in cui vedremo le cose chiaramente. Ma quello è un altro discorso. Mi ha fatto piacere chiacchierare con voi; se ripassate di qui sapete dove trovarmi.
Nel ritorno a casa i due parlarono del più e del meno, fondamentalmente di quello di cui parlavano alla sera di ogni giorno festivo, ossia di cosa fare dall’indomani.
Abbiamo voluto inaugurare questo 2012 con una nuova grafica per il sito. Speriamo vi piaccia! Sezioni e contenuti rimangono invariati, ma sono state aggiunte alcune funzioni: la più importante riguarda la Community, sempre più integrata con i social network. Per registrarsi o accedere alle aree riservate potrete da oggi utilizzare il vostro account Facebook!
Negli anni il sito ha raggiunto diversi traguardi, diventando il punto di riferimento dei fans italiani (e non solo) in breve tempo. Abbiamo così cercato di raccogliere in un'unica pagina i molti attestati di stima ricevuti. Vi invitiamo a cliccare qui per conoscerli...il nostro obiettivo è aumentarli sempre di più! Grazie a tutti voi per la passione di sempre :)