Ok, non sembrano più gli stessi ragazzi timidi chiusi in camera ad ascoltare qualche vecchio disco, come tutti ce li immaginavamo tempo fa, ma si sa, col tempo le cose cambiano e non ci si stupisce neanche vedendo l'euforia con la quale la band si è presentata tempo fa al pubblico italiano, accorsa per vedere uno Stuart Murdoch in giacca e cravatta stile dandy e il chitarrista Steve Jackson intento a scherzare senza sosta con il pubblico.
E questo "Dear Catastrophe Waitress",nuovo lavoro dei Belle And Sebastian sembra rispecchiare questa sorta di cambiamento, che ha scatenato l'ira dei fans più accaniti della band, che hanno subito gridato al tradimento.
Dopo 10 anni di carriera i Belle And Sebastian cambiano rotta, abbandonando la tanto amata malinconia "indie" nella loro Scozia, e partono per un viaggio musicale in California.
Ed ecco spuntare "Step into my office, baby" super-orecchiabile, forse un po' ruffiano, ma decisamente gradevole così come gli schiocchi di dita che accompagnano "Roy Walker".
E come non sorridere di fronte ad uno Stuart Murdoch che canta molto meglio che in passato.
Uno Stuart Murdoch che dimostra finalmente di essere un musicista di tutto rispetto, oltre che un individuo dotato di una straordinaria personalità musicale capace di sfornare capolavori come "Tigermilk", "If you're feeling sinister", "The boy with the arab strap"...
Quindi, dopo 4 album quasi perfetti (se escludiamo la semi-delusione di "Fold your hands child"), i B&S abbandonano quell'aria da menestrelli malinconici, e diciamolo, un po' sfigati, ma dannatamente irresistibili, e ci regalano un album finalmente solare, come non ce lo saremmo aspettati mai, che molti definiranno inutile e commerciale, inutile come il 99% della musica, ma senza la quale non potremmo vivere, e commerciale, beh, anche i Beatles lo erano....
(Zappo)
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