26 November 2008
Gabriele Benzing
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Nostalgia canaglia: possibile che per i
Belle And Sebastian
sia già arrivato il momento di fare pulizia negli archivi? Con alle
spalle un paio di dischi in chiara parabola discendente e all’orizzonte
un progetto cinematografico ancora in divenire (un
musical dal titolo “
God Help The Girl”), la pubblicazione di una raccolta di
session
radiofoniche non è esattamente un segno di vitalità da parte del gruppo
scozzese... D’altronde, dopo oltre dieci anni di carriera, l’ingresso
nel catalogo della BBC suona in fondo come
un doveroso omaggio alla
storia dei Belle And Sebastian.
Fin dal classico stile
dell’immagine di copertina, “The BBC Sessions” ricorda subito anche ai
più distratti che la dimensione ideale della musica dei Belle And
Sebastian
rimane racchiusa tra le mura di una cameretta: “If I could be
a song / I would be something that would snake into your room / And be
with you the whole night long”, canta Stuart Murdoch nell’inedita “(My
Girl’s Got) Miraculous Technique”. Inutile negare, allora, che la resa
dal vivo delle canzoni degli scozzesi non è fatta certo per
sorprendere: solo qualche sfumatura si aggiunge al quadro già
tratteggiato nelle versioni in studio dei brani. Sul palco, Stuart
Murdoch e soci hanno acquistato col tempo
una presenza scenica sempre
più vivace e coinvolgente, ma le loro interpretazioni non si sono mai
allontanate troppo dalla fedeltà agli originali.
Probabilmente è
questa la ragione per cui “The BBC Sessions”, che raccoglie (in maniera
incompleta) le esibizioni della band ai microfoni della radio
britannica nel periodo d’oro tra il 1996 e il 2001, non riesce a
brillare di luce propria, pur rinnovando l’incanto dei vecchi
acquerelli. Anche perché i quattro inediti posti in chiusura del disco,
risalenti ad una trasmissione di John Peel del 2001 (prima della
dipartita di Isobel Campbell
dal gruppo), finiscono per risultare piuttosto prescindibili rispetto
ai coevi Ep “Jonathan David” e “I’m Waking Up To Us”, anticipando di
fatto la
perdita di personalità degli anni più recenti.
“The BBC Sessions”, insomma,
è un disco che si fa apprezzare soprattutto sul filo della ricerca del tempo perduto,
madeleine
fatta apposta per rituffarsi nell’immaginario sognante creato dalla
band nel corso degli anni. “Like Dylan In The Movies” si increspa in un
andamento appena più incalzante, il crescendo di “Judy And The Dream Of
Horses” viene sottolineato da inedite slabbrature di chitarra. La
primigenia versione di “The Wrong Girl”, intitolata “Wrong Love”,
baratta l’esuberanza in cambio di più delicate sfumature, mentre “Lazy
Line Painter Jane”, senza l’inserto della voce di
Monica Queen, trova
un equilibrio più fascinoso rispetto alla versione contenuta
nell’omonimo Ep. Il
climax di “Sleep The Clock Around”, poi,
anche se non riesce a tradurre appieno l’energia sprigionata in scena,
rimane sempre una di quelle che cose che, come si suol dire, valgono da
sole il prezzo del biglietto.
Tra gli inediti, la ritmica flessuosa
di “Shoot The Sexual Athlete” permette a Stuart Murdoch di recitare una
scoperta dichiarazione d’amore per i Go-Betweens
(fino al punto di immaginare di presentare il compianto Grant McLennan
a mamma e papà…), che assume le vesti di un’ode dal sapore
autobiografico sulle gioie dell’essere un
fan e di trascorrere il tempo a dipingere a mano spille dei Pere Ubu e degli Sugarcubes. Il
chorus saltellante di “The Magic Of A Kind Word” rimane un gioco estemporaneo, così come i
beat
di “(My Girl’s Got) Miraculous Technique”, campionati dal vecchio
successo dei Mercy “Love (Can Make You Happy)”. E sulle note della
cantilena di “Nothing In The Silence”, i Belle And Sebastian affidano
all’
inconfondibile sussurro di Isobel Campbell un manifesto poetico
venato della consueta timidezza: “In silence there is truth / There is
beauty, there is love / There is nothing in the silence / To be
frightened of”.
L’edizione limitata dell’album comprende anche
un secondo disco con la registrazione di un concerto del 2001 a
Belfast, che conferma
luci e ombre dei Belle And Sebastian
live:
l’inevitabile
perdita di intimità non viene compensata in termini di
impatto emotivo, ma si risolve in una festa colorata e alla fine un po’
frivola. Del resto, è quello che ci si aspetta da un concerto pop…
I
cavalli di battaglia del gruppo dimostrano ancora una volta di
saper
fare il loro mestiere, dalle cadenze frizzanti di “The Model” e “The
Boy With The Arab Strap” ai volteggi di “There’s Too Much Love” e
“Dirty Dream #2”. La soffice dolcezza della
cover beatlesiana
di “Here Comes The Sun” suona naturalmente consona alle corde degli
scozzesi, ma lo stesso non si può dire delle rese dallo spirito
chiassoso e amatoriale di brani come “I’m Waiting For The Man” dei Velvet Underground e “Boys Are Back In Town” dei Thin Lizzy, che sembrano capitate per caso nel bel mezzo del repertorio della band.
Se siete in cerca di una
strenna natalizia per amici indie-nostalgici,
“The BBC Sessions” fa senz’altro al caso vostro: il che non basta,
però, a farne un episodio da ricordare nella discografia dei Belle And
Sebastian.
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