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Balletti & Simpaticherie. Potrebbe essere questo il nuovo significato dell'acronimo B&S, alla luce della rinnovata attitudine di
Stuart Murdoch e dei suoi
Belle And Sebastian, oramai un'orchestra da gran varietà più che una band indie-pop. E, beninteso, questo non è un giudizio di merito, ma soltanto una fotografia di ciò che il collettivo di Glasgow è oggi, con i suoi pro ed i suoi contro.
I pro sono evidenti nell'esecuzione pressoché perfetta di ogni brano, suonato magistralmente anche grazie agli 11 elementi che stipano il palco intorno a Murdoch, ben attento a non prendersi eccessivamente la scena, e ben disposto al divertimento e al cazzeggio, con infiniti balletti in solitaria, invito di alcuni presenti on stage (sempre e ovviamente per fare quattro salti), giretto in platea per recuperare un mascara con cui tingersi le ciglia, richiesta al bar di un gin lemon, interrogazione con scelta multipla su quale brano proporre (scelta poi disattesa, peraltro).
È ormai da qualche anno che lo Stuart timidissimo e intimista non esiste più, lo abbiamo già scritto in precedenti resoconti, lo si evince anche dall'ultimo LP, 'Write About Love', evidentemente votato al divertimento (sobrio e intelligente, ça va sans dire), una svolta che era già in atto in 'The Life Pursuit' del 2006 e in parte anche in 'Dear Catastrophe Waitress' del 2003, in assoluto il disco più suonato questa sera (6 brani). Lo si evince anche da come si presenta sul palco, quasi sfilando col suo foulard da dandy, la giacca blu e la t-shirt marinaretta a righe.