Home Special Speciale Milano 2011
photos
videos

Speciale Milano 2011

There are no translations available.

notes-iconPoco prima delle nove salgono sul palco dell’Alcatraz gli Schwervon, duo americano (Major Matt Mason e Nan Turne rispettivamente a chitarra e batteria) classe 1999 di stanza a New York. A loro tocca aprire la data milanese dei Belle and Sebastian con una mezz’ora scarsa di indie abbastanza annoiato e fin troppo poco convinto, che permette però alla location di guadagnare tempo e riempirsi per circa tre quarti. Ci sono vecchi affezionati e nuovi seguaci della band scozzese, la vecchia e la nuova scuola riunite in assemblea sotto lo stesso tetto. I più giovani davanti, attaccati diligentemente alle transenne in attesa del set, i più vecchiotti quieti nelle retrovie a ricordare quando a fianco di Stuart Murdoch trovavano posto Isobel Campbell e Stuart David. Altri tempi, altri album. I Belle and Sebastian di oggi, in tour per promuovere l’ultimo “Write about love”, non sono più la band timida e riservata del passato: Murdoch balla disinvolto in giacca e foularino alla “Austin Powers”, scherza con la platea più giovane (talmente giovane da non potersi ricordare i tempi di “My wondering days are over”, suonata per la seconda volta in assoluto in questo tour), chiede brillantemente un gin tonic al bar e raccoglie persone dalle prime file invitandole a farsi quattro passi sul palco e premiandole infine con la consegna di una medaglia “al merito”.

User Rating: / 2
PoorBest 
There are no translations available.

La mia prima volta con Belle & Sebastian

notes-iconEmozionante, divertente, sudato e galvanizzante.
Praticamente tutto quello che non è stata la mia prima esperienza sessuale.
Non avevo un'idea precisa su cosa m'aspettasse andando a vedere i Belle & Sebastian, pur avendo consumato i loro album.

Entro e hanno già iniziato, guadagno le prime file frastornata e scatto foto. Poi attaccano "Step Into My Office, Baby", spavaldissima sorpasso la transenna con la scusa della fotografia e mi piazzo sotto al palco. In un secondo metto la macchina in tasca, inizio a ballare e cantare. Ero lì sotto, con i piedi di Steve in faccia e l'unico pensiero fisso era "Ancora, ancora, ancora..."

Cercare di essere imparziali recensendo un concerto del genere è inumano, senza contare che oltre ad aver fatto TUTTI i pezzoni cult, i B&S sono tecnicamente dei mostri. Ad ascoltarli e guardarli ti viene davvero il sospetto siano quel tipo di persone che chiamano i loro strumenti per nome, trattandoli come fossero delle ragazze a cui si comprano vestiti ed accessori. E se così fosse, andrebbe comunque benissimo.

There are no translations available.

Belle and Sebastian, ovvero di un gruppo che cresce e invecchia (bene), compie 15 anni di carriera e dai Pastels passa alle matite colorate sino ai pennarelli di più largo consumo.

notes-icon“Quindi...t'è piaciuto?”
“Ma si dai, anche se rimpiango un po' le atmosfere da cameretta”
Al termine di un'ora e mezza di concerto, il succo è tutto in queste battute rubate all'uscita dell'Alcatraz. Un gruppo che cresce e invecchia (bene). Che compie 15 anni di carriera, che dai Pastels passa alle matite colorate sino ai pennarelli di più largo consumo. E viene accolto da un seconda generazione di fan, giovani giovani, che, come nota Stuart dal palco, “questa canzone è del '97, forse molti di voi qui sotto son troppo giovani per conoscerla”.

È un Alcatraz tutto esaurito che accoglie i Belle & Sebastian: biglietteria chiusa due ore prima del concerti, tagliandi esauriti e bagarini, concetto incompatibile col gruppo scozzese, a pasteggiare sulle finanze di chi cerca d'entrare comunque. Ed essendo la loro unica data italiana, tutto previsto dato il successo di Write about love.
Il resto è pop. Ma un pop che comincia ad avere qualche difficoltà a definirsi ancora indie. Un pop che, come anticipato, trasloca dalla cameretta e viene collocato in salone, davanti a tutti, lucidato a puntino.

User Rating: / 2
PoorBest 
There are no translations available.

notes-iconArriviamo all’Alcatraz di Milano intorno alle 20.00 per il ritorno dei miei amati Belle & Sebastian di Stuart Murdoch in Italia per presentare i brani del nuovo album “Write about love” dopo la loro calata estiva dello scorso anno ad Arezzo. A supporto, un duo di New York , gli Schwervon! che con un set di mezz’ora mi ricordano molto i Vaselines ed i White Stripes e non solo per il fatto di essere un duo uomo/donna. Ma ovviamente, l’attesa è tutta per loro ed alle 21.30 si spengono le luci e lo spettacolo inizia con l’opening di I didn’t see it coming seguita subito da uno dei classici della band, I’m a cuckoo.
Stuart conferma la sua rinnovata vena iper-energetica con un inizio quasi a mò di sfilata con giacca blu, maglietta a righe e foulard in pieno stile dandy. La band di Glasgow è ormai una collaudata orchestra di 12 elementi e con la sezione archi “noleggiata” con tre ragazzi milanesi ben integrati nel suono della band della serata. Con mia sorpresa, i brani dal nuovo disco non sono tantissimi (alla fine saranno solo tre) mentre si pesca molto dal passato ed in particolare da “Dear catastrophe waitress” con ben sei brani.
Stuart è oggi molto più showman degli inizi ed è molto attento a coinvolgere il pubblico come quando chiama alcune ragazze a fargli il trucco oppure quando fa salire quattro ragazzi a ballare sul palco con lui durante The boy with the arab strap (siparietto che ultimamente utilizza spesso).

There are no translations available.

notes-iconBalletti & Simpaticherie. Potrebbe essere questo il nuovo significato dell'acronimo B&S, alla luce della rinnovata attitudine di Stuart Murdoch e dei suoi Belle And Sebastian, oramai un'orchestra da gran varietà più che una band indie-pop. E, beninteso, questo non è un giudizio di merito, ma soltanto una fotografia di ciò che il collettivo di Glasgow è oggi, con i suoi pro ed i suoi contro.

I pro sono evidenti nell'esecuzione pressoché perfetta di ogni brano, suonato magistralmente anche grazie agli 11 elementi che stipano il palco intorno a Murdoch, ben attento a non prendersi eccessivamente la scena, e ben disposto al divertimento e al cazzeggio, con infiniti balletti in solitaria, invito di alcuni presenti on stage (sempre e ovviamente per fare quattro salti), giretto in platea per recuperare un mascara con cui tingersi le ciglia, richiesta al bar di un gin lemon, interrogazione con scelta multipla su quale brano proporre (scelta poi disattesa, peraltro).

È ormai da qualche anno che lo Stuart timidissimo e intimista non esiste più, lo abbiamo già scritto in precedenti resoconti, lo si evince anche dall'ultimo LP, 'Write About Love', evidentemente votato al divertimento (sobrio e intelligente, ça va sans dire), una svolta che era già in atto in 'The Life Pursuit' del 2006 e in parte anche in 'Dear Catastrophe Waitress' del 2003, in assoluto il disco più suonato questa sera (6 brani). Lo si evince anche da come si presenta sul palco, quasi sfilando col suo foulard da dandy, la giacca blu e la t-shirt marinaretta a righe.

There are no translations available.

notes-icon5 anni dall'ultima uscita Milanese della band di Glasgow. Tanto è cambiato.
Side project, collaborazioni, matrimoni , di tutto un po'.

Fin dalla mia premiere dei b&s (2001) , come tutti, avevo le orecchie nei loro lavori in studio e chi si poteva aspettare uno show divertente e contagioso?
Si' perchè il divertimento nell'eseguire brani quasi pop ma sempre con una parte di folk che te li fa appiccicare addosso e ti contagia, si vede .
E ancora oggi con una preparazione diversa, più precisi , attenti all'interazione con il pubblico e alla cura del suono che e' diventato piu' ricco (alla fine sono in 12 !9 + 3 violini milanesi) le anime del gruppo Stuart Murdoch e Stevie Jackson, uno sembra più tonico ,l'altro si e' appesantito, sono piu' "grandi"... ok maturi.
Ci fanno cantare e saltare(!!) . E' incredibile l'effetto che fanno su tutti i 2000 presenti (si' l'alcatraz sold out e' da un po' che non lo vedo) alla fine non si puo' essere contenti di questo ritorno. Potrebbero suonare 40 pezzi e non ci sarebbe un attimo di stanca. Inevitabili i 'manca' dalla set list (Jonathan David!!).
Si passa da Fox in the snow a I'm a cuckoo alle più recenti come I Didn't See It Coming in apertura. In mezzo un siparietto in cui Stuart si fa truccare e invita tre ragazze e un ragazzo sul palco... evitabile ma nel contesto ci sta.
Alla fine la perla e' stata la bella versione di The boy with the Arab Strap e la divertente Sukie In The Graveyard di cui qui sotto un bel video di un ottimo cameraman! :-)

Divertente e spensierato, un bel come back per gli scozzesi che piu' mi divertono.

Raffaele
http://ciocco72.blogspot.com/2011/04/belle-sebastian-14-apr-2011-alcatraz.html

There are no translations available.

new-template-iconAbbiamo voluto inaugurare questo 2012 con una nuova grafica per il sito. Speriamo vi piaccia! Sezioni e contenuti rimangono invariati, ma sono state aggiunte alcune funzioni: la più importante riguarda la Community, sempre più integrata con i social network. Per registrarsi o accedere alle aree riservate potrete da oggi utilizzare il vostro account Facebook!

There are no translations available.

folder-blue-award-iconNegli anni il sito ha raggiunto diversi traguardi, diventando il punto di riferimento dei fans italiani (e non solo) in breve tempo. Abbiamo così cercato di raccogliere in un'unica pagina i molti attestati di stima ricevuti. Vi invitiamo a cliccare qui per conoscerli...il nostro obiettivo è aumentarli sempre di più! Grazie a tutti voi per la passione di sempre :)